
L’Olimpia Milano ha festeggiato sul campo 90 anni di storia. Della squadra e di tutto il basket italiano
Milano, 22 marzo 2026 – Che serata di emozioni al Forum di Assago! In occasione della partita contro il Banco di Sardegna Sassari e del rientro al Forum – che ormai da diversi anni è la casa della squadra – dopo la trasferta forzata all’Allianz Cloud (ex Palalido) a causa delle Olimpiadi, la Pallacanestro Olimpia Milano, storica squadra di basket meneghina, ha festeggiato i suoi 90 anni. E io c’ero. Come c’ero per circa 35 di quei 90 anni.
A seguirla, a tifare.
Da quando, nel lontano 1991 mi ruppi il ginocchio sciando e ad operarmi fu Franco Carnelli, allora medico della squadra. E a rimettermi in piedi Claudio Trachelio, preparatore atletico della squadra.
Da allora il mio cuore è bianco rosso.
Un amore che ho avuto la fortuna e l’onore di dimostrare indossando quei colori nella mia divisa da cheerleader: una delle esperienze più belle e gratificanti della mia vita, anche se durata troppo poco.

Ma un amore che è continuato anche dopo e tuttora persiste.
Quanti ricordi personali legati al basket e all’Olimpia, ricordi che mi legano al mio adorato papà che mi ha trasmesso la passione per questo sport, perché lui era stato il più giovane allenatore d’Italia, avendo ottenuto, per varie vicissitudini, il patentino, prima dell’età minima richiesta.
Anche lui, nonostante fosse livornese e come me fino al 1991 avesse tifato Livorno, dopo il mio incidente ha iniziato a tifare l’Olimpia, tanto da diventarne sponsor di uno degli Sky Box con l’azienda per cui lavorava.
Quante partite, quanti ricordi. La trasferta a Cantù, lui ed io, quella a Livorno con mia mamma e una mia amica, dove ci siamo presi insulti, sputi e chewing-gum tra i capelli. E le partite insieme sugli spalti, l’ultima pochi anni fa.

Vedere sfilare sul campo tanti ex giocatori – tra cui alcuni che avevo conosciuto facendo la rieducazione per il ginocchio e giocavano nella squadra per la quale ho fatto la cheerleader, che avranno sempre un posto d’onore nel mio cuore come Riccardo Pittis, Davide Pessima, Paolo Alberti, Piero Montecchi, Sasha Djordjevic e Marco Baldi – lo stesso già citato Claudio Trachelio, preparatore atletico, ed ex allenatori e dirigenti, amici del mio papà, come Pippo Faina, Gianmario Gabetti e Dino Meneghin, mi ha riportato alla memoria tanti, troppi ricordi e mi ha emozionata fino alle lacrime.

Ma una lunga parata di stelle biancorosse era presente in campo, per onorare i colori di una squadra che ha fatto e continua a fare la storia della pallacanestro italiana: Franco Casalini (rappresentato dal fratello Paolo, Fiilippo Faina, Claudio Trachelio, Bogdsn Tanjevich, Giustino Danesi, Jasmin Repesa, Simone Pianigisni, Ettore Messina, Toni Cappellari, Gianmario Gabetti, Dan Peterson, Sandro Gamba, Dino Meneghin, Arthur Kenney, Paolo Vittori, Massimo Masini, Giulio Iellini, Renzo Bariviera, Mauro Cerioni, Paolo Bianchi, Pino Brumatti (rappresentato dalla figlia Elisa), Vittorio Ferracini, Franco Boselli, Vittorio Gallinari, Roberto Premier, Riccardo Pittis, Marco Baldi, Massimiliano Aldi, Piero Montecchi, Davide pessima, Antonello Riva, Sasha Djordjevic. Paolo Alberti, Dejan. Bodiroga, Sandro De Pol, Bruno Cerella, Kruno Simon, Vlado Micov.

A coronamento di una serata perfetta, la vittoria 99-87 contro Sassari, perché va bene festeggiare, ma la storia continua. E continua sul campo.
