Ha sconfitto nell’ordine Banco di Sardegna Sassari (88-68), Germani Brescia (69-63) e infine Beltran Derthona Tortona (78-61), conquistando così nelle Final Eight di Pesaro la sua ottava Coppa Italia della storia: un altro successo  per la Pallacanestro Olimpia Milano.

La squadra meneghina si era aggiudicata il titolo nel 1972 con Cesare Rubini come allenatore, nel 1986 e 1987 con Dan Peterson, nel 1996 con Bogdan Tanjevic, nel 2016 e 2017 con Jasmin Repesa e infine nel 2021 e quest’anno con Ettore Messina, che invece di Coppe, come allenatore nei diversi Club, ne ha conquistate nove.

Una vittoria forse prevedibile, anche guardando la classifica, ma di certo non scontata: la vittoria facile con Sassari, più difficile – solo 6 punti – in semifinale con Brescia guidata da un eccellente ex come Amedeo Della Valle – e infine la finale contro l’outsider Tortona, neo promossa, che,  a sorpresa,  ha fatto fuori in semifinale la ben più blasonata Virtus Bologna vincitrice del Campionato Italiano nel 2021.

Grande gioia anche per “Re” Giorgio Armani, che da quando é diventato main sponsor dell’Olimpia nel 2008 ha visto la sua squadra portare a casa undici trofei tra Campionato, Coppa Italia e SuperCoppa, e la soddisfazione di conquistare, dopo 29 anni, le Final Four di Eurolega nel 2021.

Unica nota negativa l’assenza, tra i cinquemila spettatori della Finale alla Vitrifrigo Arena di Pesaro, degli ultras milanesi per protesta contro le regole anti COVID non sufficientemente chiare. Forse, per un evento di questa portata, valeva la pena ‘tapparsi il naso’, come avrebbe detto Indro Montanelli. E forse, anche la Società, avrebbe potuto organizzare per i suoi tifosi, una trasferta a prezzo calmierato, come ha fatto Tortona. E forse, anche io per prima, avrei dovuto esser lì ad applaudire la mia squadra del cuore, invece di guardarla dal divano.

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