La nuova legislatura è iniziata da un mese e al Parlamento sono già state presentate circa 800 proposte di nuove leggi, alcune manifestamente bizzarre.

Si tenga presente che nella passata legislatura le proposte di legge furono più di cinquemila e solo 100 vennero discusse (discusse, non approvate).

Ora, teniamo conto che tra gli enormi problemi del nostro Paese ai primissimi posti si collocano gli spaventosi ritardi  con i quali si prendono i provvedimenti.

Una tragedia che ha due cause: una burocrazia tutta da rivedere, e un numero assolutamente  eccessivo di leggi vigenti. 

I parlamentari farebbero cosa buona  e giusta se, nell’interesse del Paese, si dedicassero a delegiferare,  cioè a ridurre drasticamente il numero delle leggi esistenti. Invece si  affannano a proporne altre, quasi sempre inutili o ripetiamo, decisamente bizzarre.

Stranamente non compare fra le proposte l’unica innovazione legislativa che sarebbe altamente  auspicabile: una modifica alla legge elettorale che reintroducesse  le preferenze, restituendo agli elettori un potere che è stato scippato dalla segreterie dei partiti.

Un tema sul quale torneremo. 

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