
Eravamo una ventina di italiani e partiti da Orlando percorremmo la Florida in bicicletta arrivando trionfalmente a Miami dopo un indimenticabile pic-nic a Cape Canaveral
Depositate in albergo valigie e biciclette, uscimmo per vedere l’Oceano da vicino.
Eravamo appena usciti, che ci venne incontro un ragazzone esclamando: “Ma lei è Adorni!”. Quel ragazzone era Jovanotti e continuò: “Adorni, lei è l’idolo di mio padre, le dispiace se gli mandiamo una cartolina?”.
Corsi a comprare una cartolina e Jovanotti scrisse: “Babbo, qui in America ho incontrato il tuo mito”.
Chissà perché , è il primo ricordo che mi è venuto in mente dopo aver saputo che Vittorio Adorni ci ha lasciati.
E di ricordi ne avrei tanti!

Vittorio è stato uno degli amici più deliziosi che abbia avuto. Intelligente, educato, arguto, buono, spiritoso, sempre sorridente. Campione come pochi : ha vinto un Campionato del Mondo dopo una fuga di 90 chilometri, distaccando il secondo arrivato di quasi 10 minuti (record). Ha vinto un Giro d’Italia lasciando il secondo in classifica a 11 minuti (record). E ha vinto un’altra ottantina di competizioni. Poi è stato voce tecnica delle cronache ciclistiche , showman televisivo, commissario tecnico di successo, Presidente internazionale del Panathlon (per otto anni) e tante altre cose.
Ha avuto al fianco una moglie straordinaria, Vitaliana, fatta apposta per confermare che accanto a un grande uomo c’è (quasi) sempre una grande donna. Non a caso nella sua ultima intervista, rilasciata in occasione del suo 85 esimo compleanno – poco più di un mese prima di andarsene – Vittorio raccontava: “Ho incontrato personaggi eccezionali, ho vissuto emozioni incredibili, ma il momento che mi ha fatto venire i brividi è stato quello in cui la Vitaliana ed io siamo stati ricevuti da Papa Francesco, per i nostri 50 anni di matrimonio”.
Ciao Vittorio.
