Bagatelle, piccole cose… qualche commento “a cuor leggero” sulla situazione politica del nostro Paese e Internazionale

Milano, 27 aprile 2023 – Che l’abbia detto  Flaiano, come ritenevano tra gli altri Vittorio Feltri e Oriana Fallaci, oppure Mino Maccari, come pare emerga da nuove ricerche, certo è che in questi giorni appare incontestabile che “i fascisti si dividano in 2 categorie: i fascisti e gli antifascisti”.
Ci riferiamo a quanto abbiamo letto e sentito da parte di autorevoli esponenti dell’antifascismo, in occasione delle celebrazioni del 25 aprile. Quando Luciana Castellina afferma che “oggi abbiamo  in Italia un Governo chiaramente fascista”, quando Luigi De Magistris sentenzia che “oggi, come allora, è necessario cacciare fascisti e fascismo”, quando Francesco Boccia dichiara che “chi parla di festa della Libertà e non di festa della liberazione dimostra di non voler comprendere”, quando i partecipanti ai cortei espongono striscioni con le facce dei Ministri appesi a testa in giù, siamo di fronte all’apoteosi dell’arroganza, della mistificazione della realtà, della violenza: cioè del peggior fascismo. E di fronte a questa manifestazioni di intolleranza le colpe di quella destra che nel riconoscersi nei valori della resistenza appare recalcitrante ad  attribuirsi a chiare lettere la patente di antifascismo diventano bagatelle, checchè ne dica, ne pensi o ne scriva il mainstream.
Giorgia Meloni

A proposito di “bagatelle”: non  è grottesco che il dibattito politico italiano sia monopolizzato dalla querelle fascismo- antifascismo mentre il mondo è infestato dalle guerre, ed una, in particolare, quella fra Russia e Ucraina, rischia seriamente di sfociare in una catastrofe nucleare ?  E qui mi tocca far violenza a me stesso, perchè ho simpatia per Giorgia  Meloni e nessuna simpatia per Marco Travaglio, ma quando la Meloni dice di essere certa che  l’Ucraina vincerà e sarà un Paese felice, non posso non condividere l’atteggiamento realista e pessimista di Travaglio il cui pensiero mi sembra di poter sintetizzare così: “è chiaro che c’è un aggressore, che pertanto ha torto,  e un aggredito, che pertanto ha ragione, ma siccome è impensabile che l’aggredito possa vincere la guerra è inutile indurlo a proseguire questa guerra fin quando la corda non si spezzerà: occorre, a tutti i costi, negoziare, e negoziare significa  riconoscere anche le ragioni di chi ha torto”.

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