Intervista al grande artista portoricano, dal passato travagliato, che è stato ‘salvato’ dalla musica

Milano, 29 luglio 2023 – Il 15 luglio scorso, al Milano Latin Festival, ho avuto l’onore di intervistare il grande artista portoricano Nicky Jam.

Per diversi motivi ho potuto pubblicare prima l’intervista, ma finalmente eccola qui.

Anche se il link non è evidenziato, cliccando sulla scritta qui sotto, verrete indirizzati al video su YouTube.

VIDEO INTERVISTA A NICKY JAM

Ma se non parlate spagnolo, di seguito trovate la traduzione.

D: Un’altra volta in Italia, un’altra volta al Milano Latin Festival. Come ti senti a sapere che in un Paese cosi lontano dal tuo, hai un pubblico che ti segue e canta le tue canzoni nella tua lingua?

R: E’ una sensazione bellissima. Sono molto contento di vedere che la gente canta la mia musica, che mi appoggia, che viene a vedermi in concerto e paga un biglietto per vedermi. Per me è una benedizione ogni volta che salgo sul palco e sento l’affetto del pubblico, ancor di più in Italia che è un Paese che amo tanto. Amo la sua cultura, la sua cucina, la sua lingua. Sono fanatico dell’Italia da quando ero bambino.

D: Conosci qualche cantante italiano? Se sì, qual è l’artista che ammiri di più?

R: Mi piace molto Laura Pausini, la rispetto molto. MI piace Nek. MI piacciono gli artisti che fanno “baladas” , rock, quelli della “vecchia guardia”. Eros Ramazzotti, mi piace molto.

D: Hai una buona cultura di musica italiana…

R: Sì, mi piace molto. Ho 42 anni di vita e sono cresciuto con la musica italiana e con canzoni italiane che sono state tradotte in spagnolo.

D: Parliamo del tuo ultimo brano, El Celular, che hai fatto insieme a Maluma e The Chainsmokers.. E’ un tema molto attuale, perché ormai siamo tutti sempre attaccati al cellulare…

R: El Celular  racconta la storia di un ragazzo che vuole stare con una ragazza, ma lei non vuole stare con lui e lui diventa “tossico”, molto insistente, la chiama, le scrive ma lei non risponde. Sono cose che capitano nella vita quotidiana.

D: Com’è stato recitare? Ti senti più cantante o attore?

R: Sono due mondi diversi, e mi piacciono entrambi. Per me la musica è qualcosa che mi viene naturale, la recitazione è una sfida che affronto, ogni giorno imparo qualcosa. Mi piace l’idea di essere qualcuno che non sono io. Amo avere l’opportunità di fare entrambe le cose, cantare e recitare.

D: Sei un artista completo, nel futuro vorresti fare qualcos’altro di artistico?

R: Mi piacerebbe. Non mi pongo limiti. Se dipendesse da me, vorrei lavorare finché la mano non mi abbandona.

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