A proposito di Natale ora vi racconto un’altra avventura (o meglio disavventura) che mi è capitata proprio la Vigilia di Natale di 2/3 anni dopo, non ricordo bene.

La mia mamma mi aveva iscritta ad un corso per imparare ad essere una cagnolina educata, istituito dal Comune di Milano (io ne avevo già frequentato uno privato, serio e difficile con un educatore, Massimiliano, molto severo quando avevo solo 4 mesi). Ma siccome a questo partecipava anche un altro mio amico ci andavo molto volentieri. Ed ero anche la più brava perché conoscevo già tutti i comandi e Alo, la mia mamma, era tutta contenta perché le facevo fare bella figura. Finito il corso (durato 3 mesi) dovevamo fare l’esame.

Consisteva nell’andare in un bar di Milano e comportarsi bene: stare seduti sotto il tavolo, non abbaiare, non infastidire gli altri clienti e non fare gli occhi dolci per avere un bocconcino di brioche.

Facciamo l’esame, la mia mamma si impappina un po’ ma io vado alla grande, anche se ho l’acquolina in bocca per quelle brioche… ma tanto – penso! – appena va via l’esaminatore la mia mamma me ne dà sicuramente un pezzetto perché sono stata molto brava!!! E infatti così è stato!

Torniamo felici a casa, la mamma, il papà ed io. Aspettiamo l’ascensore e quando si apre la porta io entro di corsa, ma… la porta si chiude all’improvviso di scatto, come una lama.

Vabbè, adesso entreranno anche Alo e Costantino…. E invece sento che parlano tutti agitati e non aprono la porta. Oddio allora sono chiusa dentro, da sola, al buio… non voglio piangere, devo essere forte e resto in silenzio, ma sono preoccupatissima.

Cosa ho fatto per meritare questo? L’esame è andato benissimo, sono stata proprio brava, ubbidiente e al ritorno eravamo tutti allegri. Perché mi hanno chiusa qui dentro?

Fuori sento sempre più confusione – allora forse non è una punizione, c’è qualche problema – gente che parla, che cerca di telefonare, di citofonare ma io sono sempre lì da sola!

L’attesa si fa molto lunga, passano circa 2 ore di consigli da parte di altri condomini, di tentativi (vani) per cercare di risolvere la situazione, ma niente da fare. Alla fine sento una sirena che arriva e si ferma proprio davanti alla nostra casa. E tutti gridano: “Evviva sono arrivati i pompieri”. Non ci crederete ma anch’io ho cominciato ad avere qualche speranza e dalla felicità ho fatto sentire la mia vocina  “Mmmmmmm”.

Hanno trafficato un po’ con porta, bottoni vari, niente. Alla fine due di loro sono saliti sulle scale fino all’ultimo piano (sentivo i loro passi pesanti) e dopo 5 minuti l’ascensore si è mosso… E adesso dove vado da sola? Si apre la porta al 5° piano e due bellissimi pompieri mi prendono in braccio e scendono le scale di corsa e mi riportano dalla mia mamma (che ovviamente stava piangendo disperata). Ma quando mi ha visto ha continuato sì a piangere ma dalla felicità! E mi ha detto che visto che era la Vigilia di Natale sembravo una pecorella in braccio ad un pastore!

Oh finalmente siamo tornati a casa, sono proprio stressata e una bella dormitina sul divano non me la toglie nessuno!

Per la cronaca, in seguito c’è stata una festa per la fine dei corsi e mi hanno anche dato un certificato di partecipazione al corso e una medaglia!!!!

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